Oasi Tra i Calanchi

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Il Monte dell'Ascensione:                       La ripa "paccata"

 

Il Monte dell'Ascensione visto da Ripaberarda

 

La Fossa del lupo:                                  Il lago nel cuore del Monte

 

La Fossa di Amedeo:                              il volto nel cuore del monte

 

Polesio

 

Montadamo (461 mt)

 

Il Monte visto da Porchiano

 

Il Monte dell'Ascensione visto dal torrente Chifenti

Il Monte dell'Ascensione                         e Polesio (547 mt)

 

Formazioni di calanchi dal torrente Bretta

 

Il casolare sul monte Ascensione

 

Montadamo (461 mt)

 

Castel San Pietro (761 mt)

 

Rotella (395 mt)

Castel di Croce (768 mt)

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

IL MONTE DELL'ASCENSIONE E TUTTO QUANTO LO CIRCONDA

 

 

Chi siamo

L'Oasi tra i calanchi è una organizzazione di utilità sociale cha ha diverse finalità:

1) rivalutare l'intero territorio locale dal punto di vista sociale, culturale, naturalistico ed ambientale;

2) riscoprire l'integrazione Popolazione-Territorio;

3) creare uno strumento Didattico - Formativo per ragazzi;

4) abbinare l'aspetto ludico a quello ricreativo in un ambiente sano e naturale;

5) valorizzare e promuovere i talenti;

6)  rivalutare i prodotti e l'artigianato locale.

 

L'Associazione si è costituita a Ripaberarda il 16 agosto 2005 con il preciso intento di far conoscere il particolare paesaggio del Monte dell'Ascensione e tutto quanto lo circonda.

  


Un territorio aspro e difficile che l'uomo ha modificato trasformandolo in un insieme armonico che fonde gli elementi naturalistici del paesaggio con quelli culturali e architettonici, per arrivare ad uno spettacolo irripetibile: un suolo tormentato, eroso e frantumato dei " Calanchi"  che fa da contrappunto all'atmosfera serena dei borghi medievali, tra seminativi ed albereti, coltivati con sapienza antica

  

Il Crivellucci, nell'Ottocento, per descrivere il territorio marchigiano scriveva: "… Tra i monti e il mare una lunga distesa di colline. Una lunga pianura ondulata simile ad un mare agitato..." e questa frase si adatta perfettamente alla descrizione del territorio dal quale si erge il Monte dell'Ascensione. La sua forma cambia a seconda della posizione dalla quale si guarda. La sua cima pentadattila, vista da Ascoli ha l'aspetto macabro di una mano mutilata, dal mare assume l'aspetto di una piramide, mentre visto dalle aree interne assomiglia ad un "profilo" inciso da profondi burroni. Infatti molta gente identifica il profilo del rilievo con quello di un famoso ascolano, l'eretico Francesco Stabili, meglio conosciuto come Cecco D'Ascoli, acerrimo nemico di Dante Alighieri.

  

Il Monte raggiunge i 1110 metri di quota e domina isolato, le basse colline che chiudono le valli dei fiumi Tronto e Tesino. I suoi rilievi sono costituiti da alti strati conglomeratici di brecce e sabbie di ambiente di foce, giacenti su argille plioceniche, e da grandi banchi di molesse (tufi arenacei di Miocene) fortemente solcati dal torrente Chiaro. Sul versante meridionale della montagna, nascono diversi torrenti: il Chiaro, il Bretta, il Chifente, tutti affluenti del fiume Tronto. Sul versante opposto nasce il Tesino che dal rilievo del Monte La Torre (pendici orientali della montagna, 824mt) arriva dopo un percorso di 34 km al mare Adriatico dove sfocia tra Grottammare e San Benedetto.

  

Le piogge sono distribuite nei periodi primaverile e autunnale, con un lungo periodo di aridità estiva. Nonostante la quantità non elevata di precipitazioni, numerose sono le sorgenti presenti alle falde del rilievo, tanto che nel 1887 fu realizzato un acquedotto lungo 12 km che dal Monte portava l'acqua ad Offida.

La cima, in primavera e in autunno appare coperta da nubi, e questo fatto viene usato dagli abitanti del luogo come barometro, infatti è famoso quel proverbio locale che dice: "Se l'Ascensione mette il cappello, prendi l'ombrello!"

 

 Dopo l'ultimo grande fenomeno orogenetico che avvenne nel Pliocene, nel  territorio del monte Ascensione sono rimasti i segni di un tratto di mare litoraneo, un'antica foce verso la quale confluivano tutti i corsi d'acqua e le fiumare provenienti dai Monti Sibillini. Infatti, se analizziamo la struttura della montagna possiamo rinvenire brecce formate da ciottoli arrotondati dal trasporto fluviale, stesi su grosse stratificazioni di sabbie gialle che poggiano su argille e tufi miocenici, messi in evidenza dalla forte erosione del torrente Chiaro. Tutta la struttura costituisce un enorme lastrone inclinato che da Rovetino sale verso Ascoli, interrotto dalla faglia tettonica che forma la struttura della Rupe di Polesia e gran parte dei calanchi.

  

I calanchi sono solchi di erosione prodotti dallo scorrimento superficiale delle acque meteoriche su terreni argillosi o marnosi; questi vengono incisi da canali profondi divisi da costoloni, che si sgretolano facilmente, provocando erosioni molto rapide; pertanto il paesaggio dei calanchi è in continuo mutamento, mai uguale a se stesso. Perché questo accada occorrono diversi fattori contemporanei: l'esposizione a mezzogiorno con forte insolazioni, la piovosità a carattere temporalesco, la presenza di argille.  Quest'ultima, con la rapidità del fenomeno dell'erosione, non permette alle piante di attecchire.

 

 

Il paesaggio dei calanchi è un paesaggio arido e inospitale, ma pieno di fascino perché in esso è possibile vedere la forza della natura e la sua capacità nel modellare il territorio. Tali formazioni sono situate (a Castignano, Appignano del Tronto e Ascoli Piceno) nel versante orientale del torrente Bretta dove si sviluppano per circa 5 km con esposizione a sud, e nel versante orientale del torrente Chifenti dove si estendono per circa 3 km.

  

Un altro fenomeno particolare è quello dei "vulcanelli di fango o salsa".  Nel dicembre del1959 nel Fosso del Lago in Contrada San Lazzaro, a Offida, ci fu una piccolissima eruzione vulcanica, preceduta da forti boati e tremori del terreno. Il fenomeno durò circa 10 minuti e si risolse nell'emissione di fango caldo e nella formazione di un piccolo cono vulcanico alto 5-6 metri. Il dott. Damiani attribuì l'eruzione alla pressione del gas metano che, creandosi una via d'uscita verso la superficie, trascinava con se il fango ad elevata temperatura. Infatti nell'area si avvertiva un forte odore di gas. Questo fenomeno particolare è correlato alle sorgenti salate che sono ubicate principalmente nei fondovalle e nei fossi, in alcuni casi su terreni alluvionali e alla base di versanti acclivi. Nel comprensorio dell'Ascensione il fenomeno dei vulcanelli di fango è riscontrabile nei comuni di Rotella e Offida e recentemente si sono manifestati anche nel comune di Castignano.

  

 I più noti sono quelli in Contrada La Valle e sulla sponda destra del Tesino, tra il Fosso Breccito e il Torrente della Romita. I vulcanelli di Rotella sono noti come “sagnasughe” perché hanno la caratteristica di inghiottire tutto quello che cade al loro interno.

  

LA zona del Monte dell'Ascensione ricade sotto la giurisdizione amministrativa dei comuni elencati qui di seguito:

Ascoli Piceno, con le frazioni di Casalena, Montadamo, Morignano, Polesio, Porchiano, Venagrande e Venapiccola;

Appignano del Tronto;

Castignano, con la frazione di Ripaberarda;

Rotella, con le frazioni di Capradosso, Castel di Croce e Poggio Canoso;

Force, con la frazione di Montemoro;

Palmiano, con la frazione di Castel San Pietro;

Venarotta, con la frazione di Cerreto e Monsampietro.

 

L'Associazione dal 1 al 9 agosto espone presso il salone Sant'Egidio di Ripaberarda

- una mostra fotografica " I colori di Ripaberarda",

- una mostra di arte moderna "Emozioni su tela"

e il 6 agosto alle ore 18,00 presenta il nuovo libro dello scrittore emiliano Ing. Mauro Berti "Tra buche sassi e praterie"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

il monte e Ripaberarda

 

Ripaberarda e Castignano

 

Rupe di Santa Polesia

 

Viale da Polesio alla cima del monte Ascensione

 

Capradosso (mt 640)

 

Porchiano (580 mt)

 

L'Ascensione con il cappello

 

Canale profondo sul Monte dell'Ascensione

 

I calanchi

 

Monsampietro

 

la muraglia sul monte Ascensione

 

Montemoro

 

Poggio Canoso

 

Il Monte dell'Ascensione d'inverno

 

La rupe

 

 

 
 
 
 
Ass. Oasi tra i calanchi
Via D'Anchise n. 35
63032 Ripaberarda di Castignano (AP)
 
Tel 0736 823230