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UN PARADISO CHIAMATO

RIPABERARDA

I colori di Ripaberarda

Ripaberarda e i calanchi

Piazza Priamo

Via D'Anchise dentro le mura

Via D'Enea

Porta Castellana "La Vodda"

Ingresso al Castello

Mura Castellane

Chiesa Parrocchiale S.Egidio

Interno Chiesa di S.Egidio

Ripaberarda e Monti della Laga

Altare Monumentale di S.Giosafatti

 

Ripaberarda e i Monti della Laga

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un pò di storia

A 465mt s.l.m., adagiata tra caratteristici calanchi, a pochi Km dal capoluogo Castignano, dal quale è diviso dal torrente Chifenti, sorge Ripaberarda, antico castello del comitato ascolano le cui origini si perdono nella notte dei tempi. Misterioso è l'origine del nome di Ripaberarda: ci sono ipotesi poco attendibili, come quella che collega il sostantivo "Ripa" al nome di uno sconosciuto "Berardo", probabilmente un feudatario titolare del castello da cui il centro avrebbe avuto inizio. Secondo la tradizione, invece, quel certo Berardo, fuggendo dalle invasioni dei Goti con la famiglia, trovò in questo luogo un asilo sicuro per non essere scoperto dai barbari e costruì insieme agli altri fuggiaschi, le prime abitazioni. Il termine "Ripa" indica i pendii franosi del Subappennino, evidenti particolarmente in quest'area calanchiva. 

Ma se Ripaberarda ha un nome singolare, ancor di più lo è il soprannome. Infatti i suoi abitanti e quelli dei paesi vicini la chiamano "La Troia".

In qualche maniera c'è un legame con la città cantata nell'Iliade da Omero, come sembra indicare la singolare toponomastica del centro storico con riferimenti a personaggi epici legati all'Iliade: Via D'Enea, Via D'Anchise, Piazza Priamo. Una tradizione erudita,  collega l'origine del nomignolo  al leggendario arrivo nel Piceno di alcuni troiani, fuggiti dall'Asia Minore in seguito alla distruzione della loro città per opera dei Greci.

Un racconto locale, al contrario, mette in relazione il soprannome con il fanatismo di un parroco di Ripaberarda e la sua smisurata ammirazione per l'Iliade. Per alcuni storici, invece,  il toponimo ha le sue origini nel vocabolo prelatino "Troie", "Truie"= pista per il bestiame, sentiero o "Trivium"= trivio o incrocio.

Oppure potrebbe derivare dall'antica presenza di una Fonte Troiana nei pressi delle mura del paese, detta pure sinteticamente Fontriana.

Sulle origini del castello mancano documenti certi, ma la realtà storica sembra non allontanarsi molto dalla fantasia facendole risalire al IV-V secolo d.c., nel periodo delle invasioni barbariche e del conseguente rifugiarsi delle popolazioni in luoghi impervi e quindi sicuri.

Comunque il primo dato certo compare nel Quinternone del Comune di Ascoli Piceno, nel quale si rivela che nel 1298 ad alcuni abitanti del Castello  viene concessa la cittadinanza ascolana, e si attesta che la comunità di Ripaberarda, pur fornita di propri statuti ed autogoverno, è da sempre appartenuta al distretto di Ascoli sotto la giurisdizione del rettore della Marca; e per questo,  come castello fortificato  divenne baluardo difensivo dalle incursioni fermane.

Nel 1510 tre quarti del castello franarono a causa dell'erosione del sottostante torrente Macchia. Il Comune rimase autonomo fino al 10 dicembre1865 quando con Regio Decreto ne fu disposta l'aggregazione a Castignano, di cui ancora oggi è l'unica frazione.

 

Cosa visitare 

 Di notevole interesse risultano la Porta Castellana chiamata "la vodda" ed i resti delle Mura Fortificate

 Dall'antico nucleo, che conserva la struttura medievale ed ha il caratteristico colore del mattone che contraddistingue tutti i Borghi dell'Ascolano, spicca il Cinquecentesco Campanile.  

L'elegante costruzione, visibilmente pendente da un lato, a causa della posizione precaria del basamento, era in passato affiancata alla chiesa di S. Egidio, ora distrutta.

 Il disegno dell'opera, risalente al 1518, è comunemente attribuito ad Antonio da Lodi. Probabilmente eretto su un affusto preesistente utilizzato come torre di avvistamento, presenta un fusto cubico suddiviso in quattro piani di cui i primi tre recano feritoie e l'ultimo è destinato alla cella campanaria, ove si aprono quattro monofore in stile rinascimentale.

Elegante è l'ottagono terminale sormontato da cuspide ed arricchito da piatti in maiolica incastonati, dal colore azzurro.

Il campanile che fonde arte gotica e classica è della stessa famiglia delle torri campanarie delle cattedrali di Teramo ed Atri e delle chiese di Campli e Corropoli in Abruzzo. 

 

Fuori dal Castello vi è la Chiesa Parrocchiale di S. Egidio eretta alla fine del 1500 in sostituzione di quella, abbattuta in seguito al trasloco nell'attuale sede, che sorgeva accanto al campanile. Quest'ultima faceva parte dell'Oratorio di S. Egidio e fu ampliata e dotata dell'attuale campanile (prima Torre Vedetta), dopo che la chiesa benedettina di S. Maria fu trascinata via da una frana insieme a gran parte del paese.

Per questo motivo la chiesa, costruita fuori dalle mura del castello, fu chiamata "Chiesa di S. Maria extra moenia" (fuori le mura).

Inizialmente l'ingresso era dalla parte opposta dove oggi ci sono le sacrestie, e la struttura era ad un'unica navata.

L'odierna struttura interna a tre navate, che riecheggia quella del Duomo Ascolano, è da ricondursi al 1928.

In questa data mutò anche il nome della chiesa che fu intitolata al patrono S. Egidio.

La costruzione della facciata in cotto, travertino, maioliche e vetrate risale al 1938. 

All'interno della chiesa, in un'apposita teca posta sotto l'altare maggiore, si può ammirare la "Croce Santa"(Stauroteca),  che da secoli è il simulacro più venerato da tutti gli abitanti del paese.

Interessante sia dal punto di vista religioso, poiché al suo interno è contenuto un frammento di legno avvolto in un frammento di tessuto, che secondo la tradizione è parte della Croce di Cristo, sia dal punto di vista artistico.

Un grande manufatto di Arte Ascolana del XV sec. in argento dorato, raffigurante da un lato il crocifisso con alle estremità la vergine, un Angelo e San Giovanni mentre nell'altro lato Il Redentore con alle estremità i simboli dei quattro Evangelisti. 

Nella cripta della chiesa è posto uno splendido altare monumentale di Silvio Giosafatti, costruito per la chiesa cattedrale di Ascoli Piceno e donato alla comunità Ripaberardese. Questo altare fa da cornice al quadro del Pauri: “Gesù e l’Anima”, mentre prima del 1860, al Duomo, faceva da cornice alla Madonna di Loreto argentea, in seguito sostituito dall’Altare della Madonna delle Grazie.

 Nelle sale dell'antico castello è possibile visitare un museo di arte sacra.

   

Eventi e Curiosità

 Festa del Sacro Cuore: la festa si svolge abitualmente durante la prima decade di Agosto ed è caratterizzata dallo Stand Gastronomico e dalla Sagra della Birra. Oltre alla possibilità di degustare l'ottima cucina locale, il ricco programma dei festeggiamenti, civili e religiosi, prevede serate di musica, cabaret e rievocazioni storiche. 

Serate medievali: il Centro Culturale "Lo Castello", che ha restituito agli abitanti di Ripaberarda l'antico stemma col simbolo di S.Egidio, si prodiga ogni anno affinché anche il Castello di "Ripa Berarda" sfili con i suoi figuranti, che vestono i colori nero e oro, alla Quintana di Ascoli Piceno, tra i castelli assoggettati alla città dominante come vuole la tradizione storica. Le sfilate medievali vengono proposte durante la festa del Sacro Cuore, insieme a giochi tradizionali, offerta dei ceri e spettacoli.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Via Tupini

(La curva del cannone)

 

Ripaberarda e Castignano

 

Piazza Priamo e Via D'Enea

 

Via D'Anchise e Piazzetta di sotto

 

Via D'Anchise

 

La fonte troiana

 

mura castellane

 

Piazza Priamo e la Volta Castellana

 

campanile cinquecentesco

 

Particolare del campanile

 

Altare maggiore nella Chiesa di S.Egidio

 

Chiesa di S.Egidio e Mura Castellane

 

Il ponte fantastico.

Si racconta che.......

 

 
 
Ass. Oasi tra i calanchi
Via D'Anchise n. 35
63032 Ripaberarda di Castignano (AP)
 
Tel 0736 823230